Scuole paritarie Fism: lunedì 19 aprile giornata di mobilitazione

Interviene Massimiliano Scola, referente gestionale e amministrativo provinciale della Fism di Pavia

Dopo oltre 20 anni dalla legge 62/2000, che sanciva inequivocabilmente la parità fra scuola statale e paritaria, questa resta incompiuta sotto l’aspetto economico nonostante un’offerta educativa riconosciuta di qualità. Sono 40 su 68 le Scuole dell’Infanzia sul territorio facenti capo alla Fism, oltre ai servizi 0-3 accreditati, come racconta il dott. Massimiliano Scola referente Gestionale e Amministrativo provinciale. Per lunedì 19 aprile è stata annunciata una giornata di mobilitazione a livello provinciale.

 

Dott. Scola conferma lo stato di agitazione?

 

“Si, la Fism intende attuare una mobilitazione per chiedere a Governo, Parlamento, Regioni, Enti locali un piano d’investimenti concreto e adeguato nella dotazione che sostenga l’intero segmento educativo e scolastico 0-6, in particolare per le scuole dell’infanzia no profit, dato il servizio pubblico di qualità che da decenni svolgono”.

 

Una parità che è “dispari” come la definisce lei.

 

“La parità scolastica e le ‘pari opportunità di educazione e di istruzione, di cura, di relazione e di gioco’ esigono la piena utilizzazione di tutte le realtà educative statali, comunali, paritarie e accreditate e una parità di trattamento che sia effettiva, anche sul piano economico, superando, finalmente le disparità attuali nell’applicazione del Sistema integrato di educazione e di istruzione per le bambine e per i bambini in età compresa ‘dalla nascita fino ai sei anni”’  quindi rivedendolo perché quello in essere è tutt’altro che adeguato. La pandemia ha ulteriormente evidenziato, impietosamente, le disparità del sostegno economico tra le scuole statali e quelle no profit, con evidenti, forti penalizzazioni sia per le famiglie che per i docenti di scuola paritaria”.

 

 

A conferma di quanto dice il Decreto Sostegni vi ha lasciato fuori

 

 

“Vero, sono stati stanziati 300 milioni per aiutare studenti, famiglie delle scuole statali in questo momento così difficile, discriminando il sistema paritario con i suoi studenti e famiglie che deve affrontare gli stessi problemi di fronte all’ emergenza sanitaria ed educativa. C’è però un’apertura del Ministro nel ricomprendere anche le paritarie”.

 

Quale potrebbe essere una possibile soluzione?

 

“A livello nazionale si punta ad ottenere un convenzionamento diretto almeno triennale con il MIUR precostituendo un fondo apposito attraverso la quota capitaria richiamata nella Legge 107/2015. Questo andrebbe nella direzione di azzerare le rette, avere la certezza nel quanto e nel quando dei contributi e dare un arco temporale certo alle scuole per programmare investimenti, manutenzioni, progettualità educativa ed equiparare lo stipendio del nostro personale a quello della realtà pubblica. Oltre a raggiungere il 33% quale quota minima per i servizi all’infanzia prevista dal Consiglio Europeo di Barcellona 2002”.

 

 

C’è chi sostiene che il tutto deve essere senza oneri a carico dello Stato

 

 

“Chiudere le scuole dell’infanzia paritarie no profit, oggi, non costituirebbe solo una perdita di un patrimonio culturale e pedagogico fondamentale per realizzare il pluralismo dell’educazione sancito dalla Costituzione, ma anche un impoverimento di un indispensabile presidio di inclusione e coesione sociale a livello di molti territori. Oltre a determinare un ulteriore, pesante aggravio di spesa per lo Stato … si tratta di miliardi di euro annui”.

 

 Come avverrà la mobilitazione?

 

“Sarà una grande mobilitazione educativa e sociale rispettosa del momento e senza interruzione del servizio. Avremo striscioni appesi ai cancelli, una petizione da firmare e diversi momenti di sensibilizzazione verso Istituzioni, opinione pubblica e famiglie”.

 

Quale programmazione per il futuro?

 

“Sul piano della concretezza, la Fism ha elaborato una proposta per un intervento strutturale: economico, gestionale e organizzativo da sottoporre innanzitutto al Governo, al Parlamento e, per quanto di competenza, a Regioni e Comuni, riguardo ai finanziamenti erogati dall’Unione Europea direttamente alle Regioni italiane. Utilizzando le somme previste nel Recovery Found e nel Next Generation EU occorrerà realizzare una grande manovra sull’educazione che deve considerare il sistema educativo nazionale nella sua interezza azzerando il costo per le famiglie. Ne deriverà maggiore parità di genere, maggiore conciliazione lavoro-famiglia, maggiore occupazione femminile, impulso alla natalità su cui Papa Francesco ha richiamato la nostra attenzione: il futuro è in pericolo”.