Tragedia della funivia di Mottarone: lutto cittadino a Pavia per le vittime della famiglia israeliana

Il dolore dei vicini di casa. All'Istituto delle Canossiane in preghiera per Eitan, l'unico sopravvissuto. La Maugeri ricorda Amit

A Pavia sarà indetto il lutto cittadino per le tre vittime della famiglia israeliana, residente in città, nell’incidente della funivia del Mottarone. Ad annunciarlo è stato oggi, lunedì 24 maggio, il sindaco Mario Fabrizio Fracassi. “Per la morte di Amit Biran, della moglie Tal Peleg e del piccolo Tom ho intenzione di indire il lutto cittadino – ha dichiarato Fracassi -. Pavia è una comunità ferita ed è il momento di stringersi nel comune dolore, di far sentire il sostegno della città a chi ha perso i propri cari, i propri amici. Anche per Eitan, salvato dall’abbraccio protettivo del padre, che ancora lotta per la vita in ospedale. Invito chi crede a pregare per Lui”. La giornata di lutto cittadino sarà indetta in occasione dei funerali, la cui data deve ancora essere fissata.
Il dolore dei vicini di casa

 

Regnava il silenzio oggi, lunedì 24 maggio, nel cortile del caseggiato di via Ca’ Bella 18 (nella foto, ndr), nel quartiere Borgo Ticino a Pavia a due passi dal fiume, dove sino a ieri mattina ha vissuto la famiglia di origini israeliane distrutta nell’incidente della funivia del Mottarone. Una tragedia nella quale hanno perso la vita Amit Biran, 30 anni, medico che si stava specializzando all’Istituto Maugeri, la moglie Tal Peleg, 27 anni, psicologa (anche lei stava specializzandosi a Pavia) e il figlioletto Tom, due anni compiuti lo scorso 16 marzo. Insieme a loro sono morti anche il nonno di Tal Peleg, Itshak Cohen, 82 anni, e la sua compagna Barbara Konisky Cohen, 71 anni, che erano arrivati due giorni fa in Italia a trovare i parenti. L’appartamento dove viveva la famiglia è chiuso. “Erano persone speciali, molte unite tra di loro e attaccate ai figli”, racconta, con un filo di voce, una vicina. “Non possiamo crederci che non ci siano più – aggiunge un’altra signora -. Sono partiti ieri mattina, verso le 9. Avevano deciso di trascorrere una giornata di svago a Stresa. E’ terribile quello che è successo. Li ricorderemo sempre per la loro gentilezza”. La famiglia di Amit Biran stava per traslocare in una casa più grande, nel quartiere Città Giardino di Pavia. Il nonno di Tal Peleg e la sua compagna erano ospitati a casa della sorella di Amit Biran, alla frazione Rotta di Travacò Siccomario (Pavia), alle porte del capoluogo.

 

Alla scuola delle Canossiane si prega per Eitan

 

“Siamo stravolti da quanto è successo. Abbiamo chiesto a tutti i genitori della nostra scuola di essere vicini a Eitan con la preghiera. Domani pregheremo per lui in tutto il nostro Istituto. Chiediamo al Signore di essere vicino al piccolo Eitan, che gli dia pace, pronta guarigione e consolazione. Chiediamo che Dio gli faccia sentire il suo abbraccio, come ha fatto suo padre per proteggerlo durante questa terribile disgrazia”. Madre Paola Canziani, direttrice dell’Istituto “Maddalena di Canossa” di Pavia, esprime tutta la preoccupazione della scuola per Eitan Moshe Biran, 5 anni, l’unico superstite dell’incidente della funivia del Mottarone. Il bambino sta lottando per la vita in ospedale a Torino. Alla scuola cattolica delle suore canossiane di Pavia tutti i pensieri oggi erano rivolti a lui. “Eitan frequenta, da circa un anno, la nostra scuola dell’infanzia – racconta Madre Paola -. Qualche giorno fa, insieme ai suoi compagni, ha incontrato il vescovo Corrado Sanguineti. E’ un bambino pieno di entusiasmo, ha voglia di imparare e di conoscere, si vede che era seguito da una famiglia giovane e positiva”.

 

Amit, il ricordo della Maugeri di Pavia

Amit Biran, 30 anni, giovane medico israeliano morto con la moglie, uno dei loro due figli e i bisnonni materni nell’incidente della funivia del Mottarone, aveva svolto il tirocinio del sesto anno di Medicina (il corso Harvey, quello in lingua inglese) trascorrendo un mese, nello scorso settembre, nel reparto di Nefrologia diretto dal prof. Ciro Esposito. ICS Maugeri lo ricorda nella sua pagina Facebook ufficiale con queste parole: “Amit aveva trascorso un mese della sua breve esistenza in ICS Maugeri, perché amava la scienza, amava l’idea di essere utile al prossimo. Lo ricordiamo con commozione. Piangiamo lui, e tutte le vittime di questa tragedia che ha sconvolto l’intero Paese. Preghiamo per suo figlio, lo facciamo sperando di dare forza alle famiglie sconvolte dalle perdite, per chi dovrà impegnarsi e cercare la verità per dirci se era possibile evitare tutto questo dolore”